Benefici degli alimenti fermentati

Benefici degli alimenti fermentati

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Gli alimenti fermentati sono parte consolidata della dieta umana da migliaia di anni. Raccomandazioni sul consumo di questi alimenti sono state trovate addirittura nelle opere mediche risalenti all’antica Grecia. Con l’approfondimento delle conoscenze in materia, questi alimenti hanno ricevuto un certo grado di apprezzamento grazie al positivo impatto sul benessere gastrointestinale.

La fermentazione è una forma di metabolismo energetico che prende avvio in assenza di ossigeno. Gli alimenti così trasformati, sensorialmente e nutrizionalmente parlando, si dicono fermentati per aver subito un processo biologico da parte dei microrganismi naturalmente presenti o aggiunti al cibo. Tale processo oltre ad aumentare la shelf life dei cibi, migliora il valore nutrizionale, il gusto e la digeribilità.

Studiosi dell’Ottocento, nell’ambito di ricerche sui processi dell’invecchiamento dell’organismo, avevano osservato che le popolazioni che facevano largo consumo di prodotti fermentati sembravano essere più longeve, osservazioni che ai giorni nostri non hanno perso valenza, essendo considerate un ottimo rimedio per aumentare la flora intestinale benefica. Il tratto gastrointestinale custodisce un vasto numero di batteri, tale da superare di 10 volte il numero delle cellule che compongono il corpo umano. Di conseguenza è molto importante che la flora intestinale sia composta da microrganismi utili allo svolgimento di funzioni essenziali alla vita, come la digestione e la sintesi di alcune vitamine.

Molti prodotti diversi nel mondo sono il risultato della fermentazione, sia naturale o mediante aggiunta di una coltura starter, come kombucha, yougurt, kefir, kimchi, tempeh, koumis, crauti, miso, olive, vino, birra ed altre ancora. – Vedi anche: Kombucha come detossificante.

Questi alimenti arricchiscono il nostro organismo di sostanze nutritive importantissime al corretto svolgimento delle attività metaboliche. Non bisogna dimenticare che questi elementi vengono al meglio assimilati se consumati come parte integrante di una dieta che comprende alimenti di stagione, alternati, equilibrati nelle porzioni e consumati nelle modalità di consumo consigliate. Il tutto preferibilmente abbinato ad uno stile di vita sano e attivo, anche dal punto di vista psichico e ginnico.

Referenze: 

Inclusion of Fermented Foods in Food Guides around the World. Stephanie N. Chilton, Jeremy P. Burton and Gregor Reid – Nutrients 2015.

Kombucha tea fermentation: Microbial and biochemical dynamics. Somnath Chakravorty,  Semantee Bhattacharya,  Antonis Chatzinotas, Writachit Chakraborty, Debanjana Bhattacharya and Ratan Gachhui International Journal of Food Microbiology – March 2016.

Kombucha, l’elisir delle star

Kombucha, l’elisir delle star

Il Kombucha, caratteristico infuso effervescente preparato per tradizione dal tè nero, ha acquisito molta popolarità negli Stati Uniti, dove piccoli produttori appassionati hanno assistito ad un interesse popolare sempre maggiore e di conseguenza ad una crescita esponenziale delle vendite.

Ad oggi il marchio più famoso è GT’s Dave Kombucha. L’azienda è decollata a a Beverly Hills, nel cuore della California, con l’obiettivo di ottenere un prodotto nutriente e salutare che unisse la saggezza delle antiche tradizioni alle risorse moderne.

Il kombucha è considerato da secoli nella cultura orientale un rimedio protettivo naturale, capace di invertire il verso dell’orologio biologico e di curare di tutto, dalla calvizie al cancro. Inoltre è stato definito un sostituto di bevande gassate e un ottimo lenitivo nel post-sbornia. Ormai da tempo, numerosi articoli scientifici hanno avuto oggetto la valutazione delle sue proprietà biologiche, giungendo ad una conoscenza che approva le caratteristiche benefiche, qualora si rispettino le condizioni di utilizzo –Vedi anche: Tutte le proprietà benefiche del kombucha.

Tutti questi messaggi di benessere hanno richiamato l’attenzione di molte celebrità americane, che non hanno esitato a trangugiare l’antico elisir considerandolo un’economica fonte giovinezza, come Gwyneth Paltrow, Kirsten Dunst, Lindsay Lohan, Madonna, Halle Berry, Jennifer Love Hewitt, Meg Ryan, Anna Paquin, Cher, Barbara Streisand, Alec Baldwin and Susan Sarandon.

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Il kombucha sembra essere diventato anch’esso una star e pare che attualmente sia parte integrante della dieta di tutti i fanatici del cibo salutare, di persone a regime dietetico dimagrante o con difese immunitarie basse e di curiosi di ogni genere. Dilettanti e professionisti lo preparando in casa, a patto di non essere spaventati dai filamenti marroncini che fluttuano nel liquido. La preparazione si perpetua dal momento che in ogni ciclo di fermentazione si origina un nuovo strato di pellicola, “lo scoby figlio” o “fungo del tè”, al di sopra di quelli già presenti. Lo scoby può essere riutilizzato molte volte, viene regalato o venduto per preparare nuovi cicli, e con passione tramandato.

Negli Stati uniti il kombucha è sugli scaffali di tutti i supermercati, sia nella versione classica, la quale contiene una piccola quantità di alcol, sia in quella in cui l’alcol è stato rimosso. In aggiunta esiste una vasta gamma di gusti che differenziano il sapore del kombucha, tra cui agrumi, frutti rossi, frutti esotici, zenzero, aromi floreali, come lavanda, rosa canina e ibisco, e tanti altri.

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Cos’è il Kombucha?

Cos’è il Kombucha?

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Il kombucha è un tè fermentato contenente microrganismi probiotici (“pro bios”= a favore della vita), i quali danno origine ad una bevanda rinfrescante, fruttata, leggermente aspra ed effervescente, dalle molteplici proprietà benefiche per la nostra salute, tra cui il rinforzo delle difese immunitarie, della flora intestinale, il miglioramento della circolazione sanguigna e la rimozione delle tossine.

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Diffusissimo in oriente grazie alla medicina giapponese ed attualmente consumato ed elogiato negli Stati Uniti, il kombucha è una bevanda “vivente” poichè ospita fermenti attivi che hanno anche la peculiare caratteristica di formare, a partire dagli zuccheri, una pellicola superficiale simile ad una tortina gelatinosa, nota con il nome di “fungo del tè” o con il termine inglese SCOBY (Symbiotic Culture of Bacteria and Yeast), riferendosi ad una coltura che vive in simbiosi formata da batteri acetici e lieviti. Questa associazione microbica è capace di trasformare alcuni componenti del tè in altre ben gradite, così come avviene nella preparazione di altri prodotti fermentati che conosciamo molto bene, tra cui la birra, il vino, i formaggi, lo yogurt e tante altre.

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Il kombucha ha origini molto antiche. Nasce in Asia dalla venerezione per la pianta del tè, dal nome botanico Camelia sinensis, considerata una pianta officinale. Il kombucha fu apprezzato ai tempi della dinastia Tsin in Cina per i suoi effetti promotori del benessere generale e molto di più, come quelli di inversione dei processi di invecchiamento ed energizzanti, acquisendo sempre più popolarità nella cultura orientale tanto da esser prodotto di casa in casa e giungere fino ai nostri giorni come un elisir miracoloso per il nostro organismo.

Il kombucha presenta un gusto che assomiglia al sidro di mele, ma mantiene la tipica fragranza dell’aroma dato dai polifenoli del tè, potenti antiossidanti che proteggono l’organismo dal danneggiamento cellulare. Sono presenti anche acidi organici, piccole percentuali di etanolo, gas (CO2), fruttosio e componenti minori come l’acido glucuronico, aminoacidi e vitamine del gruppo B, tra cui l’acido folico, importanti per il rinforzo del sistema immunitario e lo sviluppo dei muscoli. L’acido glucuronico è considerato il principale componente terapeutico presente nel kombucha poichè partecipa all’azione di detossificazione a livello del fegato. Inoltre, i minerali e altri micronutrienti derivanti dal tè sono resi più assimilabili per il nostro organismo.

La composizione del kombucha è sempre dinamica e variabile in funzione di diversi parametri, come il tempo di fermentazione, il tipo di tè utilizzato, le caratteristiche della coltura, la temperatura e il tipo di zucchero.

Anche la ricerca scientifica si è interessata alle proprietà biologiche del kombucha, spinta dalle numerose testimonianze diffuse dalla cultura popolare tramandate nel tempo, nonchè dalle molteplici argomentazioni in merito alla promozione di stili di vita sani e che interessa sempre più la collettività per la possibilità di ridurre in modo significativo il rischio di prevenire malattie croniche, come cardiopatie, diabete e cancro, che affliggono maggiormente la nostra  società.

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