Kombucha: un pò di storia

Kombucha: un pò di storia

tsin_dinastia

Il kombucha è consumato da secoli in molti Paesi e attualmente commercializzato da molte aziende. L’interesse per questa bevanda, considerata un elisir di giovinezza, è cresciuto a dismisura in seguito alle acclamazioni ricevute dal mondo scientifico in merito alle proprietà protettive sulla salute umana.

Originario del nord-est della Cina, nella regione della Manchuria, fu apprezzato durante la dinastia Tsin “Ling Chi” nel 220 a.C. per le sue capacità detossificanti ed energizzanti. Nel 414 d.C. il medico Kombu portò il “fungo del tè” in Giappone per curare con successo i problemi digestivi dell’imperatore Inkyo. Il successo del Dottor Kombu fece acquisire maggiore popolarità alla bevanda che assunse il nome commerciale Mo-Gu. Successivamente il kombucha è stato introdotto in Russia dai mercanti orientali, poi si è diffuso, sotto il nome di Tea Kvass, Japonskigrib, Kambucha, Cainiigrib in un primo momento nell’Europa dell’est fino a giungere e ad acquistare consensi in Germania, Francia e nord Africa come Kombuchaschwamm e Champignon de longue vie.

Le caratteristiche del kombucha sono giunte fino ai nostri giorni grazie agli antichi aneddoti tramandati di generazione in generazione dalla cultura orientale che risalgono a più di 2000 anni or sono.

Scienziati russi notarono che intere regioni del loro vasto Paese sembravano immuni alle malattie degenerative, così iniziarono a fare degli studi per verificare tali ipotesi. Anche in Germania alcuni ricercatori utilizzarono questi studi per continuare la ricerca sulle caratteristiche biologiche del tè e delle bevande fermentate da essa derivate.

Tra il 1925 e il 1950 sono stati condotti molte valutazioni sperimentali sugli effetti benefici del kombucha. Questi studi sono stati confermati positivamente, attribuendo alla vivente bevanda effetti protettivi sul tratto gastrointestinale, sui livelli di colesterolo nel torrente circolatorio, sulle attività di escrezione delle tossine e di conseguenza sullo stato di salute in generale.

Uno studio condotto sulla popolazione in Russia nel 1951 dal “Centro di ricerca Oncologico” e dal “Accademia di Scienze di Mosca” ha permesso di affermare che il consumo quotidiano di kombucha è correlato alla elevata resistenza al cancro.

Negli anni ’60 ulteriori studi scientifici hanno portato ad affermare che le proprietà anticancro sono dovute alla capacità dei metaboliti di agire sul processo di detossificazione a livello del fegato e di potenziare la produzione di interferone e il sistema immunitario.

Negli anni ’90 il kombucha ha conquistato la costa ovest degli Stati Uniti, dove oltre all’interesse scientifico si è verificato un crescente interesse sociale.

Nel 1995 l’ente statunitense FDA, Food and Drug Administration, ha dichiarato che un equilibrato consumo di kombucha può costituire un valido supporto nutritivo per il nostro l’organismo.

Gustiamoci questa panacea di un drink!

001aa0bcc1d70be1e6a216

Cos’è il Kombucha?

Cos’è il Kombucha?

BeFunky_null_5.jpg

Il kombucha è un tè fermentato contenente microrganismi probiotici (“pro bios”= a favore della vita), i quali danno origine ad una bevanda rinfrescante, fruttata, leggermente aspra ed effervescente, dalle molteplici proprietà benefiche per la nostra salute, tra cui il rinforzo delle difese immunitarie, della flora intestinale, il miglioramento della circolazione sanguigna e la rimozione delle tossine.

BeFun55rtrf.jpg

Diffusissimo in oriente grazie alla medicina giapponese ed attualmente consumato ed elogiato negli Stati Uniti, il kombucha è una bevanda “vivente” poichè ospita fermenti attivi che hanno anche la peculiare caratteristica di formare, a partire dagli zuccheri, una pellicola superficiale simile ad una tortina gelatinosa, nota con il nome di “fungo del tè” o con il termine inglese SCOBY (Symbiotic Culture of Bacteria and Yeast), riferendosi ad una coltura che vive in simbiosi formata da batteri acetici e lieviti. Questa associazione microbica è capace di trasformare alcuni componenti del tè in altre ben gradite, così come avviene nella preparazione di altri prodotti fermentati che conosciamo molto bene, tra cui la birra, il vino, i formaggi, lo yogurt e tante altre.

reaccc.jpg

Il kombucha ha origini molto antiche. Nasce in Asia dalla venerezione per la pianta del tè, dal nome botanico Camelia sinensis, considerata una pianta officinale. Il kombucha fu apprezzato ai tempi della dinastia Tsin in Cina per i suoi effetti promotori del benessere generale e molto di più, come quelli di inversione dei processi di invecchiamento ed energizzanti, acquisendo sempre più popolarità nella cultura orientale tanto da esser prodotto di casa in casa e giungere fino ai nostri giorni come un elisir miracoloso per il nostro organismo.

Il kombucha presenta un gusto che assomiglia al sidro di mele, ma mantiene la tipica fragranza dell’aroma dato dai polifenoli del tè, potenti antiossidanti che proteggono l’organismo dal danneggiamento cellulare. Sono presenti anche acidi organici, piccole percentuali di etanolo, gas (CO2), fruttosio e componenti minori come l’acido glucuronico, aminoacidi e vitamine del gruppo B, tra cui l’acido folico, importanti per il rinforzo del sistema immunitario e lo sviluppo dei muscoli. L’acido glucuronico è considerato il principale componente terapeutico presente nel kombucha poichè partecipa all’azione di detossificazione a livello del fegato. Inoltre, i minerali e altri micronutrienti derivanti dal tè sono resi più assimilabili per il nostro organismo.

La composizione del kombucha è sempre dinamica e variabile in funzione di diversi parametri, come il tempo di fermentazione, il tipo di tè utilizzato, le caratteristiche della coltura, la temperatura e il tipo di zucchero.

Anche la ricerca scientifica si è interessata alle proprietà biologiche del kombucha, spinta dalle numerose testimonianze diffuse dalla cultura popolare tramandate nel tempo, nonchè dalle molteplici argomentazioni in merito alla promozione di stili di vita sani e che interessa sempre più la collettività per la possibilità di ridurre in modo significativo il rischio di prevenire malattie croniche, come cardiopatie, diabete e cancro, che affliggono maggiormente la nostra  società.

Bemn.jpg