La caffeina nelle bevande

La caffeina nelle bevande

 

kombucha-on-fridge

La caffeina è presente in molte piante come i chicchi di caffé, i semi di cacao, le foglie di tè e di yerba mate. E’ prodotta dal metabolismo secondario della pianta non per nutrirsi, e in tal caso si parla di metabolismo primario, ma per difendersi dall’attacco degli insetti.

Mediamente in Europa la popolazione consuma  200 mg di caffeina al giorno derivante da caffé e tè, ma anche da bevande analcoliche comprese le bevande energetiche. La presenza di caffeina deve chiaramente figurare sull’etichetta delle bevande che contengono più di 150 mg/L, ad eccezione del tè, del caffé e dei prodotti che ne derivano. La quantità di caffeina che può essere introdotta da un individuo adulto è di 4-5 mg di per kg di peso corporeo al giorno.

Nel corpo umano la caffeina stimola il sistema nervoso centrale per aumentare l’energia, migliorare la concentrazione e l’apprendimento, provocando un risveglio delle facoltà mentali. La caffeina inoltre attenua le cefalee e le emicranie in genere. Il consumo  moderato di questa sostanza di solito non rappresenta un problema per la salute, sempre che si abbia uno stile di vita sano (dieta, consumo d’alcool, fumo ed esercizio fisico).

BeFunky_camellia.jpg
Camelia  Sinensis

Per la coltura del kombucha la caffeina è un nutrimento essenziale per la sua crescita, perchè è fonte di azoto che utilizzerà avidamente per costruire le proteine, gli enzimi e altre strutture cellulari.

Una tazza di tè contiene circa 40 mg per tazza, una quantità viene ridotta a circa ⅓ nel kombucha. Insieme alla caffeina è presente la teanina, un aminoacido psicoattivo che riduce lo stress mentale e fisico producendo una sensazione di rilassamento.

Se si vuol preparare del kombucha con piccoli quantitativi di caffeina è possibile combinare ad hoc la miscela. Occorre considerare che il tè nero contiene più caffeina del tè verde e che il tè bianco ne contiene ancora meno. Quindi una miscela di tè verde e tè bianco potrebbe essere un’ottima soluzione. – Vedi anche: Kombucha e “ritorno alla natura”.

caffine

Come ottenere uno scoby

Come ottenere uno scoby

BeFunky6GG.jpg

Lo scoby è la coltura probiotica di cui abbiamo bisogno per preparare il kombucha.

Ci sono tre modi per averla, ecco quali:

  • Acquistare la coltura: siti e-commerce o aziende del settore vendono gli scoby on line. Si tratta di colture testate per la sicurezza microbiologica, quindi sono controllate ed esenti da microrganismi indesiderati. Possono essere vendute disidratate e in tal caso occorrerà poi attivarle in semplici passi prima di iniziare il ciclo di fermentazione, come ben descritto nelle istruzioni di cui sono corredati. Gli scoby si vendono anche pronti all’uso, vengono posti in bustine di plastica con del kombucha come liquido di mantenimento. Inoltre sono disponibili individualmente oppure come parte di un kit completo.
  • Ricevere la coltura da un conoscente: puoi cercare nei gruppi dei social network in materia di kombucha e metterti in contatto con qualcuno che lo produce per chiedere uno strato di scoby. Infatti, in ogni ciclo di fermentazione si origina una nuova patina, quindi uno strato in più. Meglio ancora se hai degli amici appassionati che lo stanno preparando.
  • Far crescere lo scoby: occorre una bottiglia di kombucha non aromatizzata e non pastorizzata, ovvero che non abbia subito un trattamento termico. La trovate anche con la scritta “Raw Kombucha”. In queste bottiglie i probiotici sono vivi e vitali, utili alla protezione del sistema immunitario.

Vediamo in dettaglio le istruzioni da seguire per spronare i microrganismi a formare la “tortina” gelatinosa:

1) Acquista una bottiglia di kombucha non aromatizzata e non pastorizzata.

2) Preparara un po’ di tè nero (0.25 litri). Mentre l’acqua è ancora calda aggiungi 1 cucchiaio abbondante di zucchero bianco, poi mescola finchè lo zucchero non si dissolve completamente. Infine lascia raffreddare a temperatura ambiente.

3) Versa sia la bottiglia di kombucha acquistato, sia il tè zuccherato e raffreddato in un recipiente di vetro capiente per la miscela.

4) Copri il recipiente di vetro con un panno si carta microfiltrato o con un tovagliolo e mettici l’elastico per fissare il tutto.

5) Riponi il recipiente in un ambiente pulito, lontano dalla luce diretta, alla temperatura compresa tra 18 e 26°C per 8-10 giorni. Leggi anche: Kombucha fatto in casa: come prepararlo.

6) Preleva la baby coltura con un po’ di liquido da usare come avviamento nel successivo ciclo di fermentazione (starter) e scarta il resto.

Durante i giorni di riposo, i probiotici presenti nella bottiglia di kombucha che abbiamo acquistato cominciano felicissimi a nutrirsi dei nutrienti del tè fresco che abbiamo preparato, nonché degli zuccheri. Si verifica quindi la fermentazione e già dopo una settimana è possibile notare la presenza di una patina biancastra in superficie e porzioni filamentose sparse nell’infuso o come sedimento. Successivamente lo scoby si ispessisce un po’ e diverta lucente. Il colore della miscela diviene più chiaro.

A questo punto disporremo della baby coltura da impiegare nel vero ciclo di produzione del kombucha.

Buon divertimento!

B6l_1.jpg

Kombucha, l’elisir delle star

Kombucha, l’elisir delle star

Il Kombucha, caratteristico infuso effervescente preparato per tradizione dal tè nero, ha acquisito molta popolarità negli Stati Uniti, dove piccoli produttori appassionati hanno assistito ad un interesse popolare sempre maggiore e di conseguenza ad una crescita esponenziale delle vendite.

Ad oggi il marchio più famoso è GT’s Dave Kombucha. L’azienda è decollata a a Beverly Hills, nel cuore della California, con l’obiettivo di ottenere un prodotto nutriente e salutare che unisse la saggezza delle antiche tradizioni alle risorse moderne.

Il kombucha è considerato da secoli nella cultura orientale un rimedio protettivo naturale, capace di invertire il verso dell’orologio biologico e di curare di tutto, dalla calvizie al cancro. Inoltre è stato definito un sostituto di bevande gassate e un ottimo lenitivo nel post-sbornia. Ormai da tempo, numerosi articoli scientifici hanno avuto oggetto la valutazione delle sue proprietà biologiche, giungendo ad una conoscenza che approva le caratteristiche benefiche, qualora si rispettino le condizioni di utilizzo –Vedi anche: Tutte le proprietà benefiche del kombucha.

Tutti questi messaggi di benessere hanno richiamato l’attenzione di molte celebrità americane, che non hanno esitato a trangugiare l’antico elisir considerandolo un’economica fonte giovinezza, come Gwyneth Paltrow, Kirsten Dunst, Lindsay Lohan, Madonna, Halle Berry, Jennifer Love Hewitt, Meg Ryan, Anna Paquin, Cher, Barbara Streisand, Alec Baldwin and Susan Sarandon.

vgbg

Il kombucha sembra essere diventato anch’esso una star e pare che attualmente sia parte integrante della dieta di tutti i fanatici del cibo salutare, di persone a regime dietetico dimagrante o con difese immunitarie basse e di curiosi di ogni genere. Dilettanti e professionisti lo preparando in casa, a patto di non essere spaventati dai filamenti marroncini che fluttuano nel liquido. La preparazione si perpetua dal momento che in ogni ciclo di fermentazione si origina un nuovo strato di pellicola, “lo scoby figlio” o “fungo del tè”, al di sopra di quelli già presenti. Lo scoby può essere riutilizzato molte volte, viene regalato o venduto per preparare nuovi cicli, e con passione tramandato.

Negli Stati uniti il kombucha è sugli scaffali di tutti i supermercati, sia nella versione classica, la quale contiene una piccola quantità di alcol, sia in quella in cui l’alcol è stato rimosso. In aggiunta esiste una vasta gamma di gusti che differenziano il sapore del kombucha, tra cui agrumi, frutti rossi, frutti esotici, zenzero, aromi floreali, come lavanda, rosa canina e ibisco, e tanti altri.

22289_3 Kari Feinstein's MTV Movie Awards Style Lounge - Day 2